Le condizioni di vita e di studio degli universitari dagli anni novanta a oggi raccontate attraverso l’indagine Eurostudent (aggiornamento alla Settima Indagine)
Dopo la laurea

9. Dopo la laurea (%)



? L’Indagine registra la progressiva diminuzione della propensione a continuare gli studi dopo il primo ciclo[1]. Gli studenti che dichiarano di voler proseguire gli studi dopo il primo ciclo restano comunque la maggioranza.

? Nel decennio osservato dall’Indagine dopo l’avvio della Riforma, la quota di studenti che progettano di continuare gli studi dopo il primo ciclo si è ridotta da due terzi a poco più della metà.

? La maggioranza degli studenti che intendono proseguire gli studi dichiara di voler continuare a studiare lavorando. Solo uno studente su quattro dichiara di voler continuare a studiare come studente “a tempo pieno”.

 

L’Indagine evidenzia come i progetti degli studenti sul proprio futuro sono influenzati da tre fattori: la volontà di completare la propria preparazione secondo le aspirazioni individuali; la difficoltà di trovare un’adeguata collocazione sul mercato del lavoro; l’aspirazione all’autonomia personale. Eurostudent registra il ridimensionamento negli anni della propensione acritica alla continuazione degli studi dopo il primo ciclo: tale propensione più diffusa nei primi anni post-Riforma si è progressivamente ridimensionata.

Gli studenti che dichiarano di voler continuare gli studi dopo il primo ciclo pur diminuendo in percentuale negli anni continuano ad essere la maggioranza. Solo una parte di essi intende proseguire gli studi “a tempo pieno” (la loro quota è rimasta sostanzialmente stabile nel periodo osservato ed è pari a circa un quarto del totale); mentre appare più diffusa l’intenzione di continuare a studiare lavorando.

Più del sessanta per cento degli studenti dichiarano di vedere il lavoro nel proprio immediato futuro, che continuino a studiare dopo il primo ciclo o che pensino di concludere gli studi ed entrare nel mercato del lavoro; l’Indagine mostra come questa circostanza rimanga stabile per tutto il decennio. A determinare le dimensioni del fenomeno contribuiscono le caratteristiche del mercato del lavoro, che impongono ai giovani un rapporto precoce con il lavoro, e la più tradizionale aspirazione ad un’autonomia che cresce con il crescere dell’età.

I dati rilevati da Eurostudent fotografano come attualmente in maggioranza gli studenti tendano a non rappresentarsi più come studenti “a tempo pieno”. Tale tendenza appare coerente con quanto rilevato dall’Indagine a proposito della diffusione del lavoro fra gli studenti.

L’Indagine segnala come la propensione degli studenti a continuare gli studi dopo il primo ciclo sia influenzata da alcune circostanze fra le quali si possono segnalare: a) la condizione socio-economica (i figli di laureati mostrano una propensione a continuare gli studi  più alta degli altri); b) la possibilità di trovare lavoro con il titolo di studio triennale (che dipende dall’area disciplinare e dall’orientamento prevalentemente teorico o pratico del corso di studi seguito); c) le opportunità disponibili nel mercato del lavoro locale (che spiegano la minore propensione a proseguire gli studi fra gli studenti iscritti nelle università del Nord-est e Nord-ovest).



[1] L’analisi dei progetti degli studenti è iniziata, come monitoraggio dell’impatto della Riforma, a partire dalla quarta edizione dell’Indagine (2003). Sono considerati gli studenti iscritti ai corsi di laurea.


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